Cani robot da compagnia, una nuova moda tra gli anziani in isolamento

Negli Stati Uniti sta prendendo piede, tra gli anziani isolati in casa, una nuova moda: i cani robot che tengono compagnia

Dopo lo scoppio del coronavirus, le aziende statunitensi che producono animali domestici robotici hanno osservato un incremento di vendite. Una tra queste la Tombot con Jennie. Jennie è un cane quasi a tutti gli effetti: scodinzola, dorme e risponde ai comandi vocali. In precedenza era utilizzato principalmente nelle case di cura e nelle residenze di anziani statunitensi affetti da Alzheimer. Oggi, invece, possiamo ritrovare questi piccoli animali anche nelle case private di anziani che, obbligati dalla grave situazione sanitaria, si ritrovano isolati in casa.

MOTIVAZIONI – Ci sono varie plausibili motivazioni dell’incremento di vendita di questo nuovo “cane robot”. Una tra le tante viene spiegata da Laurie Orlov, analista e fondatrice della newsletter Aging and Health Technology Watch. In un intervista al The New York Times dice che «Il Covid ha creato un mondo bizzarro in cui nessuno può abbracciare nessuno. L’idea di un animale domestico che puoi tenere in braccio trascende in qualche modo questo». Tutto questo viene sostenuto da uno studio scientifico elaborato da United HealthCare e AARP, che afferma che dopo l’introduzione di questa nuova tecnologia ci sia stato un miglioramento nel benessere mentale degli anziani americani e una riduzione di solitudine, nonostante non si tratti di creature viventi.


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