Coronavirus, il Cts valuta test rapidi per chi torna dai Paesi a rischio

In attesa di capire se allungare la lista dei Paesi da cui è obbligatorio mettersi in quarantena appena tornati, l’Italia valuta i controlli a tappeto

L’età media dei contagiati da coronavirus in Italia si è abbassata drasticamente in ogni regione, dai circa 70 anni di qualche mese fa fino a sotto i 40 di questi giorni. Il motivo principale è il ritorno dei ragazzi dalle vacanze all’estero, per questo è necessario fare molta attenzione, rispettare il distanziamento e indossare le mascherine per contenere la diffusione del virus. Per tale ragione il Comitato tecnico scientifico si è mobilitato per introdurre test rapidi in aeroporti e più in generale alle frontiere. Preoccupano soprattutto coloro che tornano in Patria da Spagna, Croazia, Malta e Grecia.

CAUTELA – L’Italia dunque, in attesa di decidere se allungare la lista dei Paesi da cui è obbligatorio mettersi in quarantena appena tornati, sceglie di tutelarsi, procedendo con controlli a tappeto per chi rientra. L’allarme per una nuova ondata è alto, tanto che la regione Lazio ha deciso per gli scanner agli ingressi di asili e scuole per l’infanzia dal primo giorno di settembre.


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