Covid, l’impatto negativo sulle nostre vite e la paura di ritornare a vivere

Ecco quanto emerso dall’indagine “Gli italiani e il Covid-19. Impatto socio-sanitario, comportamenti e atteggiamenti della popolazione Italiana”

IL 2020, e ormai parte del 2021, non è stato solo l’anno del Covid, ma anche l’anno delle rinunce e delle cancellazioni. L’indagine Gli italiani e il Covid-19. Impatto socio-sanitario, comportamenti e atteggiamenti della popolazione Italiana portata avanti dalla Fondazione Italia in Salute, realizzata da Sociometrica, aveva lo scopo di quantificare le conseguenze dell’epidemia sul sistema sanitario impegnato nelle patologie non legate al Covid. Antonio Preiti, direttore e fondatore di Sociometrica ha spiegato che ciò che è emerge è «un’Italia in grande sofferenza, non solo sul piano economico e sociale, ma sul piano delle singole persone, che non salva nessuno e nessun aspetto della vita com’eravamo abituati a viverla – e aggiunge -. Avere cognizione dell’ampiezza e della profondità del “male oscuro” innescato dal Covid è fondamentale se vogliamo uscirne senza traumi sociali permanenti».

LA PAURA DEGLI AMBIENTI SANITARI – Secondo quanto emerge dalla ricerca, 35 milioni di italiani nell’anno del Covid hanno avuto problemi ad utilizzare servizi sanitari che non abbiano a che fare con il Covid. Circa 10 milioni di persone hanno cancellato o rinunciato ad una visita, nello specifico: 6,8 milioni hanno rinunciato ad una visita specialistica e 2,7 milioni ad una visita dal medico di base. Un milione di persone ha rinunciato ad un intervento in day hospital e un altro milione alla radiologia. 600mila hanno rinunciato ad una visita al pronto soccorso e altri 600mila a interventi chirurgici. Ben 500mila persone hanno fatto a meno di una visita pediatrica al proprio figlio e 400mila – purtroppo –  a servizi di oncologia. Tutti con la stessa motivazione: la paura di essere contagiati in ambienti sanitari e ospedalieri. 

COMPORTAMENTI E ATTEGGIAMENTI DIVERSI – Secondo quanto emerso dalla ricerca della Fondazione Italia in Salute, l’82,2% della popolazione ha paura di frequentare i luoghi sanitari. Dalla stessa però è emerso anche che il 63,3% degli italiani evita di prendere mezzi pubblici. Non solo: più della metà ha paura di frequentare negozi e bar e, quindi, non lo fa. Sette su dieci hanno deciso di non ospitare più amici e conoscenti dentro casa. Sempre sette su dieci hanno – comunque – ridotto le uscite con altre persone. Ben il 30% ha rinunciato a praticare sport e questo è davvero grave perché muoversi fa bene alla salute.

IMPATTO PSICOLOGICO – Purtroppo da questo quadro è emerso un impatto psicologico molto negativo. Il 49,1% avverte una crescita dello stress, il 28,8% ha difficoltà a dormire e il 27% avverte un malessere psicologico generale. Questa situazione ha avuto una ripercussione anche sulla quantità di cibo assunta: il 25,7% mangia di più o ha smesso di seguire la dieta. Purtroppo il 16,5% accusa sintomi di depressione. Ciò che emerge è che le donne sono più colpite degli uomini, e che i giovani sono coloro i quali hanno più di tutti subito psicologicamente i contraccolpi della pandemia. Qualsiasi comportamento ha sui giovani un impatto superiore alla media: per dirne uno, per quanto riguarda i sintomi di depressione, nei giovanissimi si sale al 34,7%. E non è l’unico dato allarmante: il 40,2% avverte disagi psicologici.


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