LE CASTAGNE SONO TORNATE

L’autunno del 2018 festeggia il grande ritorno delle castagne italiane, che avevano rischiato di sparire ma ora tornano con un raccolto superiore ai 30 milioni di chili, in aumento dell’80% rispetto al minimo storico di 18 milioni un quinquennio fa. A portare le nostre castagne sull’orlo dell’estinzione è stato un insetto-killer, il «cinipide galligeno del castagno», proveniente dalla Cina. Il parassita causa nella pianta la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni; contro questo insetto è stato diffuso sui castagni un insetto antagonista, il «torymus sinensis», che ha ridotto a dimensioni ragionevoli la popolazione del parassita.

La Coldiretti sostiene che siamo ancora lontano dai fasti del passato, quando si raggiunse la produzione di 829 milioni di chili. Il dato però si riferisce al 1911, in un’Italia in cui Pascoli definiva il castagno come «albero del pane» , simbolo di una realtà alimentare drammatica; in parole povere era un’Italia in cui si faceva la fame e le castagne erano il cibo povero che forniva una quota importante dell’alimentazione di milioni di persone.


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