Le Storie di Botticelli – tra Boston e Bergamo

Le Storie di Botticelli – tra Boston e Bergamo – dal 12/10/2018 al 28/1/2019

L’Accademia Carrara è il luogo di un incontro speciale, quello tra Lucrezia e Virginia, protagoniste di un raffinato focus espositivo dedicato a Sandro Botticelli.
Lucrezia e Virginia decoravano un’importante casa di Firenze finché il corso degli eventi non ha separato i loro destini conducendole in due diverse città, Bergamo e Boston, all’ Accademia Carrara e all’Isabella Stewart Gardner Museum.
Dal 12 ottobre 2018 le due donne s’incontrano di nuovo, nelle sale dell’Accademia Carrara, e ti invitano a scoprire le loro vite e le opere di Botticelli, uno dei maestri più amati del Rinascimento.
Altre opere di Botticelli e di artisti del ‘400 e del ‘500 accompagnano l’eccezionale ricongiungersi di Storia di Virginia e Storia di Lucrezia, portandoti dentro le vicende del Rinascimento fiorentino.
Lasciati coinvolgere da questo incontro unico: vivi un viaggio nell’arte e nella storia!
Info e ticket su lacarrara.it.

 

Storia di Lucrezia di Sandro Botticelli, Isabella Stewart Gardner Museum di Boston

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La Storia delle opere

La mostra celebra l’incontro tra Lucrezia e Virginia, due opere che un tempo decoravano un’importante casa di Firenze. Il corso degli eventi ha separato i loro destini conducendole in due diverse città, Bergamo e Boston, all’ Accademia Carrara e all’Isabella Stewart Gardner Museum. Purtroppo oggi non siamo in grado di identificare il committente delle due tavole né l’occasione che le ha viste nascere. Tuttavia un indizio interessante viene da uno dei due dipinti, quello di Virginia, dove un personaggio con il copricapo rosso ci fissa dal centro della composizione, impassibile in mezzo ai cavalli e alla rivolta che sta esplodendo… che sia lui?

I Soggetti

Le vicende di Virginia e Lucrezia sono narrate da Tito Livio e riprese da Valerio Massimo, Petrarca e Boccaccio. Le due eroine romane, vittime del desiderio e della prepotenza di uomini potenti, celebrano le virtù femminili. Le loro storie compaiono spesso in coppia, utilizzate come pendant nei cicli decorativi rinascimentali realizzati in occasione di matrimoni o altre circostanze simili.

Lo stile innovativo

Per illustrare le due vicende, Botticelli utilizza la narrazione continua, già sperimentata per altre opere e molto comune nel teatro dell’epoca. L’architettura funziona da scenario, che al tempo stesso accoglie l’azione e ne scandisce la lettura in singoli episodi distribuiti nel tempo. Come in un moderno fumetto le drammatiche vicende delle due eroine si svolgono davanti ai nostri occhi…

Il concetto di collezione

Il racconto della mostra inizia dal ritratto di Giovanni Morelli, il celebre storico dell’arte, famoso in tutta Europa e oltre oceano per il metodo di riconoscimento dei dipinti che porta il suo nome. Non è un caso che Botticelli fosse rappresentato nella collezione di Morelli da ben tre opere, poi donate all’Accademia Carrara, e che oggi possiamo osservare entrando nel mondo di un artista che è diventato un simbolo dell’arte italiana.

L’artista

La mostra racconta gli anni della maturità di Botticelli. Sandro ha quasi cinquant’anni e si lascia appassionare e assorbire da nuovi progetti. Le opere di questo periodo si animano di piccole figure cariche di intensità, nei gesti e nei volti si concentra un’espressività drammatica una qualità narrativa nuova. Come nelle due opere protagoniste della mostra: Storia di Virginia e Storia di Lucrezia: la Roma antica e la Firenze rinascimentale si fondono generando due palcoscenici dove il sacrificio delle due donne si offre al nostro sguardo.

 

 


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