Da “Let It Be” alla condanna per omicidio: la storia di Phil Spector

È morto all’età di 81 anni Phil Spector, uno dei più grandi produttori e rivoluzionari della musica contemporanea. Era in carcere per omicidio

Ieri, domenica 17 gennaio, abbiamo appreso della morte di Phil Spector. Viene considerato tra i più influenti e rivoluzionari della storia della musica contemporanea, ma non è tutto oro ciò che luccica. Spector, nato a Nw York nel 1939 e morto l’altro giorno all’età di 81 anni per complicanze da Covid-19, stava scontando una pena per l’assassinio di Lana Clarkson, modella e attrice statunitense.

PATRIMONIO ARTISTICO – La sua carriera musicale, da produttore discografico di grande livello, iniziò addirittura dal liceo, quando produsse il brano To Know Him is To Love Him. Suonava già chitarra e batteria, unì presto scrittura e creatività ad esecuzione degli strumenti, e fu fra i primi in assoluto a svolgere entrambi i ruoli. Negli anni ’60 fu pioniere del sound di gruppi femminili come i Ronettes o i Crystals, poi le collaborazioni di spicco con Cohen, Tina Turner, i Ramones, Lennon, Harrison e tutti e quattro i Beatles, avendo messo mano all’ultimo imperioso disco, Let It Be.

LA CONDANNA – Inserito nella Rock and Roll Hall of Fame come non-interprete e nella classifica dei 100 migliori artisti di tutti i tempi di Rolling Stone, Phil Spector – di origini russe – negli ultimi anni è divenuto famoso per altro. Causa un comportamento troppo ossessivo e reclusivo, nel 2009 è stato condannato a 19 anni di carcere per omicidio di secondo grado e uso di armi da fuoco. Nel 2003 la modella e attrice statunitense Lara Clarkson fu trovata morta nella sua residenza, Spector parlava di suicidio accidentale, ma lei fu uccisa nel palazzo del produttore musicale. Fu liberato tramite cauzione, poi condannato definitivamente nel 2009.


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